Piano editoriale per i social: cos’è e perché è meglio se ci pensiamo noi.

Piano editoriale per i social: cos’è e perché è meglio se ci pensiamo noi.

Il Piano editoriale social è uno strumento fondamentale per pianificare il che cosa pubblicare, il quando pubblicare e il come.
Viene amichevolmente detto PED (Piano Editoriale Social) e vive in due formati: quello che capiscono i Social Media Manager e quello da mandare al cliente.
Sostanzialmente i contenuti dei due formati di piano editoriale si equivalgono, cambia la forma.
Il piano editoriale social dei Social Media Manager è messo in una griglia, di solito su un foglio excel, in cui si specificano:

  • calendario del mese,
  • colori che identificano le rubriche dei post,
  • testo del post,
  • titolo sul visual,
  • visual,
  • eventuale link di rimando.

Ogni file è suddiviso in fogli e ogni foglio riporta i contenuti dei diversi social.
Il file per il cliente di solito è un pdf che mostra impaginate con versioni iperrealistiche i risultati di quello che sarà postato, in modo che la lettura sia immediata ed evidente. A prova di stupido – come diceva la mia simpaticissima prof di architettura del liceo.

Ogni social ha un suo linguaggio. E non è detto che vi piaccia.

Ogni social va utilizzato secondo le proprie caratteristiche e peculiarità.
Quello che funziona su Facebook potrebbe fare schifissimo su Instagram e peggio che peggio su Twitter.
Dovete fare lo sforzo di customizzare i contenuti per ogni social, il che è un mazzo non da poco, ma è fondamentale per non sbagliare registro e non perdere di visibilità.
Per farla semplice possiamo semplificare in questo modo:

Facebook è il social dei non più giovani – diciamo dai 40 in su circa. I giovani se ne guardano bene. È un social popolato drammaticamente da una buona parte di aventi problemi con la grammatica. È importante scegliere bene a chi indirizzare la propria comunicazione per non finire nel marasma dei Buongiornissimocaffè.
È un social narrativo.

Instagram: è il social dei giovani, fino ai 30/35 anni. Molto utilizzato, permette soprattutto dirette, video e stories (che sono minivideo da 15 secondi). Vive di estetica. Se non avete belle foto lasciate stare. Se non siete fotogenici lasciate stare. Se non venite bene in video lasciate stare.

TikTok: social dei giovanissimi – permette di caricare video e video e ancora video. Per lo più contenuti duplicati mettendoci del proprio in una specie di reimpasto creativo. Se non siete più che young siete out.

Linkedin: vive di relazioni professionali costruite, richieste e accettate. Su Linkedin ci si collega. Per le aziende è importante usarlo in modo istituzionale il che significa istruire i propri collaboratori a formattare il proprio profilo secondo le norme aziendali e a esprimersi di conseguenza. Crea un flusso di informazioni coi propri clienti e prospect se ben usato. Il dramma è che a molti risulta noioso.

Youtube: è il canale dei canali, se ben usato è una piattaforma molto interessante e con dei buoni dati di traffico. Certo, anche qui è fondamentale saper utilizzare i video in modo costruttivo (che non significa necessariamente bello). Convivono professionisti di vario tipo: dagli youtuber che spopolano tra i bambini, ai gamer, ai professionisti della comunicazione.

Telegram: è un social di nicchia che vive di proprie nicchie. Diciamo che serve avere già un proprio pubblico per poter avere già una platea iniziale. È il media preferito dai gruppi di revenge porn, quindi occhio.

I social non sono gratis!

Non lasciatevi abbindolare dalle promesse iniziali: l’iscrizione è gratuita, l’utilizzo professionale delle piattaforme no. I SOCIAL NON SONO GRATIS! Per farvi vedere e seguire dal vostro pubblico è necessario pagare perché solo una piccolissima parte dei vostri utenti vi vedrà di sana pianta.
Per arrivare a chi volete voi dovrete sputare sangue e quattrini pianificando campagne pubblicitarie esattamente come si fa per qualsiasi altro media.
E per farlo bene, per rispettare l’immagine del vostro brand e per non tradire la vostra marca è importante affidarsi a professionisti capaci di mettere in piedi un piano editoriale adeguato che abbia i giusti contenuti per il vostro pubblico e che sia in grado di veicolare la loro attenzione.
Impostare un piano editoriale è un lavoro importante, non è impossibile impararlo, ma serve la giusta sensibilità e una buona dose di creatività per avere contenuti originali e interessanti.

Lo sappiamo fare.Se non volete finire a pubblicare solo sconti e a parlarvi addosso in modo noioso chiamateci: sappiamo fare contenuti bellissimi per qualsiasi brand.

COMPILA IL FORM per chiederci il tuo piano editoriale social.